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Per sua stessa definizione, "bonsaista per caso". Il
suo primo impatto con questa antica arte orientale avviene infatti
nella primavera 1994, quando in occasione di un suo compleanno mamma,
zia e cugina si coalizzano e le regalano rispettivamente un corso
di tecnica bonsaistica di base, un bonsai di ginepro ed un libro
sui più bei bonsai del mondo. Il corso base era organizzato
dal Bonsai Club del Dopolavoro Ferroviario di Opicina (TS), sotto
l'egida dell' Euroverde Bonsai di Armando Lisetto, che si occupava
della parte teorica, e dall'allora presidente ed istruttore del
club Renzo Pin, che curava la parte pratica. Con quest'ultimo inizia
dunque a lavorare le sue prime piante, apprendendo da lui la corretta
applicazione del filo e la ricerca di soluzioni originali e non
scontate. Partecipa con il club anche ad una mostra bonsaistica
locale ad Opicina, ed inizia a visitare le prime mostre a livello
regionale. Nel 1996 il club si sciolse per mancanza di soci, e nello
stesso anno, in occasione della Mostra dei Bonsai Clubs del Triveneto
al Castello di San Giusto a Trieste, entra a far parte dell'Amatori
Bonsai Trieste. Incoraggiata dal presidente dell'ABT Sirio Sergo,
dall'istruttore Luciano Viaro e dai soci più esperti del
club inizia a lavorare piante più "importanti",
a partecipare ai seminari con Adriano Bonini e ad esporre alcune
sue piante alle mostre del club. Vince per sei anni di seguito il
Trofeo ABT (per la miglior applicazione del filo, la miglior scelta
del fronte della pianta, e per la miglior pianta in assoluto), arriva
seconda alla prima edizione del Memorial Scussat con la sua rielaborazione
di un tasso, e prima assoluta nel 2008 con un ginepro. Predilige
le caducifoglie ed i bonsai medio-grandi, ma per mancanza di spazio
deve spesso scendere a compromessi con le dimensioni delle piante.
Nel 2004 è stata eletta nel Consiglio Direttivo ABT, e dal
2005 gestisce il sito internet del club.
Caterina Tamaro: caterina@ilcarrodifreya.it
/ caterina@bonsaitrieste.it
www.ilcarrodifreya.it
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