|
Nato a Trieste il 1° gennaio 1941, e vissuto sempre in questa
città coltivando un grande amore per la natura ed il Carso
in particolare. Sin da giovane si interessa nel cercare di ricreare
in un vaso da coltivazione quelle immagini e quelle impressioni
che le piante in natura sanno trasmettere al suo animo a volte con
le loro forme particolari, a volte con la loro maestosità.
I primi contatti con il mondo del Bonsai sono databili nei primi
anni 60' quando, con la scoperta di un testo sull'argomento del
maestro giapponese Kenj Murata inizia la ricerca di notizie, informazioni
ed attrezzature che possano consentire il proseguimento dell'attività
che da hobby diviene una vera passione.
Inizia infatti con la lavorazione di piante con stili per lo piu'
molto personali, e nel corso degli anni successivi diviene socio
del primo club fondato a Trieste che dopo vari passaggi diviene
l'attuale "Amatori Bonsai Trieste"
Modifica di conseguenza la sua formazione sia tecnica che artistica
venendo a conoscenza delle tecniche moderne di impostazione e lavorazione
delle piante alla luce degli stili ormai codificati nel mondo Bonsai,
anche grazie ai contratti con maestri bonsai e grazie anche al grande
aiuto che i soci del club si forniscono reciprocamente, ognuno con
la propria esperienza e competenza.
Il suo iter bonsaistico si accompagna quindi concretamente con la
storia del club stesso, del quale fa da anni parte del consiglio
direttivo, ed al quale si sente di dover molto per essere arrivato
alla attuale preparazione. Nel febbraio 2008, dopo le dimissioni
di Sirio Sergo, è stato eletto presidente del club.
La pianta piu' vecchia e piu' amata è un pino mugo raccolto
in montagna nei primi anni 60'; pianticella di circa 20 cm, ora
è un piacevole bonsai di circa 60 cm. Questa pianta non risulta
di certo il piu' classico dei bonsai ma ritiene che, con una pianta
con la quale ha convissuto per tanti anni modificandola ed educandola
nel tempo secondo i propri intendimenti ma anche nel rispetto di
quanto la pianta stessa esprime, si instauri un rapporto indefinibile
che porta ad amare la pianta stessa.
Predilige le piante di piccole e di media grandezza e gli shoin,
in quanto sono il giusto compromesso per la passione per i bonsai
ed il limite dello spazio a disposizione.
Ritiene indovinata la scelta di un impianto di irrigazione automatica,
che, se ben calibrato a seconda delle esigenze delle singole piante,
porta un grande risparmio di tempo che può essere utilmente
indirizzato alla cura delle piante stesse.
Giorgio Rovati: presidente@bonsaitrieste.it
|