Sono nato a Trieste nel 1952, e fin da piccolo ho vissuto a stretto
contatto con la natura, essendo nato in una casa di periferia con
5000 metri quadri di terreno comprensivo di orto e boschetto.
Il mio primo contatto con il mondo del bonsai risale al 1972, quando
sulla Domenica del Corriere trovai un articolo a riguardo: lo conservai,
ma non iniziai ad occuparmi seriamente di bonsai fino al 1975, quando
trovai un opuscolo delle Ediagricole che mi spronò a raccogliere
le mie prime piantine in giro per il Carso. Per circa quattro anni
mi attenni all'idea del bonsai che questo opuscolo mi diede, ovvero
che per crearne uno si dovesse partire sempre da seme e sviluppare
poi la pianta nell'arco di vari decenni.
Nel 1979, l'anno in cui nacque mio figlio, conobbi Gianfranco Giorgi,
uno dei fondatori dell'Associazione Italiana Bonsai e primo promotore
del bonsaismo italiano: in occasione di una trasmissione televisiva
fece un appello agli allora pochissimi bonsaisti italiani con l'intento
di promuovere i contatti tra gli appassionati ed eventualmente formare
un club. Solo 18 persone in tutta Italia risposero all'appello - tra
i quali Oddone, Genotti, Dal Col, Degli Innocenti ed alcuni altri
di quelli che furono poi i fondatori del primo club a livello nazionale
- ma grazie a Gianfranco iniziai a migliorare le mie conoscenze e
la mia tecnica.
Nei primi anni 80 partecipai ad una manifestazione alla Fiera di Trieste
con i miei bonsai ed alcuni esemplari commerciali appartenenti ad
un grossista di fiori mio buon conoscente, sempre con l'intento di
trovare altri appassionati in città e tenerci in contatto:
la cosa non mi riuscì, ma in quell'occasione conobbi un appassionato
bonsaista monfalconese con il quale nei mesi successivi fondai un
bonsai club a Monfalcone.
Dopo qualche tempo, essendo ormai autonomo e ben avviato il club di
Monfalcone, trovai altre persone appassionate di questa antica arte
orientale a Trieste, e nel 1986 fondammo il Bonsai Club Trieste, una
associazione di fatto legalmente riconosciuta. Il club promosse alcune
mostre sia autonomamente che con il Bonsai Club di Monfalcone, delle
quali la più riuscita fu quella del 1989 al Ferdinandeo, organizzata
col patrocinio del Comune di Trieste e della circoscrizione Chiadino-Rozzol.
Negli anni successivi, dopo aver partecipato alla Costituzione dell'Associazione
Italiana Bonsai ed esserne stato consigliere e revisore dei conti
fino al 1990, per motivi familiari e personali mi ritirai dall'associazionismo
bonsaistico, senza tuttavia abbandonare i bonsai o tralasciare di
accudire le piante della mia piccola collezione.
Nel 1985, con la gelata che colpì tutta Italia, persi totalmente
la mia prima collezione composta da circa 200 bonsai mame e shohin.
La ricostruii lentamente, rimpiazzandola con dei bonsai di dimensione
leggermente superiore (abito in un appartamento e dispongo solo di
un balcone), collezione che persi nuovamente nel 2001 per problemi
sorti durante le vacanze estive.
Irriducibile, ho ricominciato subito dopo - troppi vasi vuoti mi davano
tristezza - e al momento sto curando una trentina di piante. Questa
mia terza collezione è composta prevalentemente da caducifoglie
(meli, piracante, pruni, aceri, carpini, olmi, viti), e le loro dimensioni
variano dai 20 ai 60 cm.
Sono entrato a far parte dell'Amatori Bonsai Trieste nel 2003, mi
ci trovo benissimo e lo considero la mia nuova "famiglia bonsaistica". |