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L'estetica del bonsai.
A volte mi viene chiesto di spiegare la differenza tra pianta da
giardino, pianta in vaso e bonsai, ma io preferisco prima sottolineare
ciò che hanno in comune.
Il giardino è uno spazio esterno alla casa; è più
vicino alla natura e in esso l'uomo entra a contatto diretto con
gli elementi della natura stessa.
Il vaso è un modo attraverso il quale ammirare ed apprezzare
una pianta o dei fiori.
Infine il bonsai è un modo di apprezzare un albero, con qualcosa
in più. Generalmente non è risaputo che il bonsai
è esposto all'interno della casa come simbolo della grandezza
della natura.
Pertanto, si può dire che quando viene coltivato con cure
attente sui banchi d'appoggio è ancora in uno stadio di formazione,
di preparazione. E' comunque vero che il bonsai esposto nella nicchia
espositiva della propria casa è un modo per dare piacere
a se stessi e ai propri ospiti. In questo emerge l'essenza del bonsai
giapponese.
Nella poesia, come nella cerimonia del tè ed in altre forme
d'arte c'è un modo di dire: "costruire insieme"
e, in effetti, la bellezza giapponese nasce nell'incontro.
Per quanto il bonsai comporti la ricerca artificiale della perfezione,
non è un oggetto privo di vita come un sopramobile. Oltre
ad avere una forma gradevole e suggestiva è un essere vivente
e come tale cambia nel tempo; a sua forma e la sua forza evocativa
fanno percepire la grandezza della natura e il suo continuo divenire.
Attraverso la forma del bonsai si esprimono i concetti raffinati
di wabi e sabi, insiti nel cuore di ogni giapponese.
L'esposizione del bonsai.
Di conseguenza, quando si parla di esposizione del bonsai certamente
non s'intende la disposizione allineata degli esemplari proposti.
Pensando al giorno dell'esposizione si sistema la forma dell'albero,
si migliora il fogliame, la fioritura, la maturazione dei frutti.
Perchè quel giorno l'albero possa essere nel massimo del
suo splendore si cominciano i preparativi non con giorni o mesi,
bensì con anni di anticipo.
Anche per le esposizioni ordinarie e per gli alberi già coltivati
da anni i preparativi iniziano con parecchi mesi di anticipo: si
pulisce il vaso, si purifica la terra, si migliora l'aspetto del
muschio, si tolgono gli aghi vecchi con le pinzette, no per uno.
Come il pianista che si prepara per il concerto, nulla è
lasciato al caso.
I giapponesi sono molto pignoli: se un albero deve partecipare ad
una mostra deve essere all'apice delle sue condizioni. Per esempio,
i bonsai che partecipano all'esposizione nazionale Kokufu-bonsai-ten
sono presentati quando si trovano nelle condizioni migliori di forma
e salute che non abbiano avuto nel corso della loro storia di decine
o anche centinaia di anni.
Il bonsai è un essere vivente e, come tale, non può
essere sempre e costantemente in condizioni ottimali. Cambia, giorno
dopo giorno.
Per tornare nuovamente alle condizioni ottimali richiede tempo e
interventi. Tagliare i rami troppo cresciuti, correggere la ramificazione
fine, selezionare le nuove crescite dopo la potatura: la forma del
bonsai si evolve in base all'equilibrio tra sviluppo naturale e
intervento dell'uomo.
La forma è unica e individuale ed esprime il dramma della
vita. Pensando in questi termini si comprende che il bonsai non
è soltanto creazione di un disegno tridimensionale, ma è
anche un'arte temporale. Secondo tale principio, anche l'esposizione
rappresenta un istante del dramma di questo capolavoro d'arte tridimensionale
e temporale. Così la sua intensità non può
lasciare indifferenti.
L'incontro con il bonsai.
Il mio primo incontro con il bonsai fu nel reparto di giardinaggio
di un centro commerciale. Era un bosco di Prunus mume, con un disegno
splendido. Lo comprai e lo portai a casa.
Di tanto in tanto lo esponevo in soggiorno e lo guardavo cambiare
di stagione in stagione, preparare le gemme, fiorire. Il bonsai
non ha niente a che fare con un soprammobile o una composizione
di fiori recisi. Dopo la caduta dei fiori tornai al centro commerciale
e, questa volta, comprai un vecchio esemplare della stessa specie.
Ogni fiore era di una bellezza incredibile e, quando tutti i fiori
furono caduti, rimase da ammirare la corteccia dall'aspetto annoso
di quel tronco che trasmetteva la sensazione dei secoli. Era strano
pensare ad un albero vivo, piantato in un vaso, con una simile forza
evocativa. Forse tanto di più perchè era esposto in
casa: così separato dal terreno naturale diventava simbolo,
intensamente suggestivo, della grandezza della natura. Non la bellezza
immutevole di una composizione di fiori, bensì il dramma
della vita si gioca in quello spazio, davanti agli occhi di chi
osserva.
L'esposizione è un pò come il primo incontro con il
bonsai. A differenza di altre opere d'arte, i bonsai si espongono
per trasmettere queste emozioni e la persona che ammira il bonsai
con una preparazione mentale simile non può che trovare più
intensa e profonda l'esperienza dell'incontro.
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