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Articolo estratto dalla rivista Bonsai & news n° 97 - www.crespieditori.com


IL SIGNIFICATO DELLA BELLEZZA ESPRESSO NELL'ESPOSIZIONE DEL BONSAI di Isamu Kurita

 

L'estetica del bonsai.
A volte mi viene chiesto di spiegare la differenza tra pianta da giardino, pianta in vaso e bonsai, ma io preferisco prima sottolineare ciò che hanno in comune.
Il giardino è uno spazio esterno alla casa; è più vicino alla natura e in esso l'uomo entra a contatto diretto con gli elementi della natura stessa.
Il vaso è un modo attraverso il quale ammirare ed apprezzare una pianta o dei fiori.
Infine il bonsai è un modo di apprezzare un albero, con qualcosa in più. Generalmente non è risaputo che il bonsai è esposto all'interno della casa come simbolo della grandezza della natura.
Pertanto, si può dire che quando viene coltivato con cure attente sui banchi d'appoggio è ancora in uno stadio di formazione, di preparazione. E' comunque vero che il bonsai esposto nella nicchia espositiva della propria casa è un modo per dare piacere a se stessi e ai propri ospiti. In questo emerge l'essenza del bonsai giapponese.
Nella poesia, come nella cerimonia del tè ed in altre forme d'arte c'è un modo di dire: "costruire insieme" e, in effetti, la bellezza giapponese nasce nell'incontro.
Per quanto il bonsai comporti la ricerca artificiale della perfezione, non è un oggetto privo di vita come un sopramobile. Oltre ad avere una forma gradevole e suggestiva è un essere vivente e come tale cambia nel tempo; a sua forma e la sua forza evocativa fanno percepire la grandezza della natura e il suo continuo divenire. Attraverso la forma del bonsai si esprimono i concetti raffinati di wabi e sabi, insiti nel cuore di ogni giapponese.

L'esposizione del bonsai.
Di conseguenza, quando si parla di esposizione del bonsai certamente non s'intende la disposizione allineata degli esemplari proposti.
Pensando al giorno dell'esposizione si sistema la forma dell'albero, si migliora il fogliame, la fioritura, la maturazione dei frutti.
Perchè quel giorno l'albero possa essere nel massimo del suo splendore si cominciano i preparativi non con giorni o mesi, bensì con anni di anticipo.
Anche per le esposizioni ordinarie e per gli alberi già coltivati da anni i preparativi iniziano con parecchi mesi di anticipo: si pulisce il vaso, si purifica la terra, si migliora l'aspetto del muschio, si tolgono gli aghi vecchi con le pinzette, no per uno.
Come il pianista che si prepara per il concerto, nulla è lasciato al caso.
I giapponesi sono molto pignoli: se un albero deve partecipare ad una mostra deve essere all'apice delle sue condizioni. Per esempio, i bonsai che partecipano all'esposizione nazionale Kokufu-bonsai-ten sono presentati quando si trovano nelle condizioni migliori di forma e salute che non abbiano avuto nel corso della loro storia di decine o anche centinaia di anni.
Il bonsai è un essere vivente e, come tale, non può essere sempre e costantemente in condizioni ottimali. Cambia, giorno dopo giorno.
Per tornare nuovamente alle condizioni ottimali richiede tempo e interventi. Tagliare i rami troppo cresciuti, correggere la ramificazione fine, selezionare le nuove crescite dopo la potatura: la forma del bonsai si evolve in base all'equilibrio tra sviluppo naturale e intervento dell'uomo.
La forma è unica e individuale ed esprime il dramma della vita. Pensando in questi termini si comprende che il bonsai non è soltanto creazione di un disegno tridimensionale, ma è anche un'arte temporale. Secondo tale principio, anche l'esposizione rappresenta un istante del dramma di questo capolavoro d'arte tridimensionale e temporale. Così la sua intensità non può lasciare indifferenti.

L'incontro con il bonsai.
Il mio primo incontro con il bonsai fu nel reparto di giardinaggio di un centro commerciale. Era un bosco di Prunus mume, con un disegno splendido. Lo comprai e lo portai a casa.
Di tanto in tanto lo esponevo in soggiorno e lo guardavo cambiare di stagione in stagione, preparare le gemme, fiorire. Il bonsai non ha niente a che fare con un soprammobile o una composizione di fiori recisi. Dopo la caduta dei fiori tornai al centro commerciale e, questa volta, comprai un vecchio esemplare della stessa specie. Ogni fiore era di una bellezza incredibile e, quando tutti i fiori furono caduti, rimase da ammirare la corteccia dall'aspetto annoso di quel tronco che trasmetteva la sensazione dei secoli. Era strano pensare ad un albero vivo, piantato in un vaso, con una simile forza evocativa. Forse tanto di più perchè era esposto in casa: così separato dal terreno naturale diventava simbolo, intensamente suggestivo, della grandezza della natura. Non la bellezza immutevole di una composizione di fiori, bensì il dramma della vita si gioca in quello spazio, davanti agli occhi di chi osserva.
L'esposizione è un pò come il primo incontro con il bonsai. A differenza di altre opere d'arte, i bonsai si espongono per trasmettere queste emozioni e la persona che ammira il bonsai con una preparazione mentale simile non può che trovare più intensa e profonda l'esperienza dell'incontro.

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